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Misura USA di SIMEST: come aiutiamo le imprese a investire negli Stati Uniti

Gli Stati Uniti restano uno dei mercati più importanti per il Made in Italy: agroalimentare, moda, arredo, meccanica, farmaceutica. Negli ultimi due anni, però, vendere in America è diventato più complesso. I dazi, le regole che cambiano e la concorrenza locale spingono molte imprese a una domanda precisa: conviene continuare a esportare dall'Italia, oppure è arrivato il momento di essere presenti direttamente negli USA?

Per chi sceglie la seconda strada, nel 2026 c'è uno strumento in più. SIMEST ha attivato la cosiddetta Misura USA, pensata per sostenere gli investimenti delle imprese italiane sul mercato americano. In questo articolo ti raccontiamo cos'è, a chi si rivolge e come la utilizziamo all'interno di un progetto di internazionalizzazione.

Cos'è la Misura USA

Secondo quanto comunicato da SIMEST nella relazione semestrale di luglio 2026, la Misura USA mette a disposizione 200 milioni di euro di finanziamenti agevolati e 100 milioni di euro per interventi di partecipazione nel capitale di società controllate negli Stati Uniti. Due leve diverse, quindi, che rispondono a due esigenze diverse:

  • il finanziamento agevolato, a condizioni più favorevoli rispetto al credito ordinario, per sostenere i costi del progetto di espansione;
  • la partecipazione al capitale, con cui SIMEST entra temporaneamente come socio di minoranza nella società americana, rafforzandone la struttura finanziaria.

Requisiti, importi massimi, durata e condizioni operative sono definiti nei documenti ufficiali della misura e possono essere aggiornati. Prima di impostare ogni progetto li verifichiamo sempre sulle fonti SIMEST, per evitare di costruire un piano su regole non più valide.

Perché ha senso oggi

L'accordo commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti, noto come accordo di Turnberry, ha fissato un tetto tariffario del 15% sulla maggior parte delle merci europee esporti negli USA. È un quadro più prevedibile rispetto ai mesi delle minacce di dazi più alti, ma resta un costo che pesa sui margini, soprattutto per i prodotti di fascia media.

Avere una presenza diretta negli Stati Uniti, che sia una filiale commerciale, un magazzino, un ufficio di rappresentanza o una piccola unità produttiva, può aiutare a:

  • accorciare i tempi di consegna e servire meglio distributori e clienti finali;
  • gestire direttamente il prezzo di vendita e la relazione con la grande distribuzione;
  • costruire un marchio riconoscibile sul mercato, invece di dipendere da un solo importatore;
  • in alcuni settori, ridurre l'esposizione ai dazi spostando sul posto alcune fasi finali di lavorazione.

Non è una scelta per tutti. Ma per un'impresa che fattura già negli USA o che ha un piano solido, la Misura USA rende l'investimento più sostenibile.

Prima di investire: le domande che facciamo

Il nostro lavoro non comincia dalla domanda di finanziamento, ma dal progetto. Con ogni impresa partiamo da alcune domande concrete:

Quanto vale oggi il mercato americano per te?

Analizziamo il fatturato attuale negli USA, i canali utilizzati e la marginalità reale dopo dazi, logistica e commissioni degli intermediari.

Quale forma di presenza è più adatta?

Una società controllata comporta costi fissi, adempimenti fiscali e societari, gestione del personale. A volte la risposta giusta è un partner distributivo forte; altre volte è una LLC con magazzino. Valutiamo le alternative con numeri alla mano.

In quale Stato?

Gli Stati Uniti non sono un mercato unico: fiscalità, logistica e domanda cambiano molto tra East Coast, Texas, Florida o California. La scelta della sede incide sui costi e sull'accesso ai clienti.

Il prodotto è pronto?

Etichettatura, certificazioni, requisiti FDA per alimenti e cosmetici, standard tecnici per macchinari ed elettrico: verifichiamo che il prodotto possa essere venduto senza intoppi.

Come ti accompagniamo

Una volta definita la strategia, il nostro supporto si articola su più fronti:

  • Business plan per il mercato americano, con proiezioni realistiche di ricavi e costi.
  • Verifica di ammissibilità alla Misura USA e agli altri strumenti SIMEST compatibili.
  • Preparazione della domanda e dialogo con gli enti coinvolti.
  • Coordinamento con i professionisti locali (legali, commercialisti, logistica) per la costituzione e l'avvio della società.
  • Sviluppo commerciale: ricerca di distributori, fiere di settore, presenza online.
  • Monitoraggio e rendicontazione per non perdere i benefici ottenuti.

Un errore da evitare

Il rischio più grande che vediamo è aprire una società negli Stati Uniti "perché ci sono i soldi", senza un piano commerciale. Una struttura all'estero ha costi fissi che vanno coperti ogni mese. Il finanziamento agevolato aiuta a partire, ma sono i clienti a tenere in piedi il progetto. Per questo lavoriamo sempre prima sul mercato e poi sulla finanza.

Parliamone

Se stai valutando di rafforzare la tua presenza negli Stati Uniti, noi di Di Stasi Group possiamo aiutarti a capire se la Misura USA fa al caso tuo e a costruire un progetto che stia in piedi anche dopo il finanziamento. Contattaci per una prima analisi della tua situazione.

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